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Ho forti sospetti che Donald Trump non sia consapevole del fatto che il mondo non morirà con lui. Trump ha 70 anni esatti; nella proiezione più ottimistica potrebbe campare altre due o tre decadi. O magari meno (…) A ogni modo, se la premessa è esatta, la decisione di uscire dagli accordi di Parigi sul clima si dimostrerebbe sensata. Come i soldi, il Pianeta non puoi portartelo nella tomba, quindi, John, scialacqua [cit.]
Sfortuna vuole che non sia così, il mondo non finirà quando la morte verrà a infangare lo zerbino di casa Trump, per cui gli interrogativi restano.

 

⋅ Come è possibile rimanere indifferenti innanzi all’evidenza che gli USA rappresentano uno dei primi paesi per uso di fertilizzanti chimici, inquinamento delle acque ed emissioni di CO2?

⋅ Per quale motivo, una nazione che intende ricorrere selvaggiamente ai combustibili fossili per lo sviluppo dell’industria e dell’economia non viene sanzionata similmente a un cittadino che di mestiere incendia rifiuti nel proprio giardino, lucrando sulla salute del vicinato?

⋅ Non ci si dovrebbe focalizzare sul mancato dovere morale degli Stati Uniti tutti, da Trump a Clinton, da Bush a Obama, nell’impegno allo sviluppo sostenibile, visto e considerato il ruolo cardine di tutta la popolazione a stelle e strisce nel consumo di beni, lo spreco di cibo e l’usura di svariati ecosistemi?

 

Neppure alla Casa Bianca si confida più nel giudizio –se così possiamo definirlo- di Donald Trump, ma da un uomo che sotto campagna elettorale dichiarava apertamente di ritenere il surriscaldamento climatico un complotto dei cinesi, non ci si poteva aspettare niente di diverso.