Copia di Catoptrofobia (1)

La seconda guerra mondiale venne anticipata da alcune azioni illegittime commesse dalla Germania nazista. Fra le più importanti, ricordiamo:

  • Il riarmo non autorizzato dell’esercito
  • La partecipazione alla guerra civile spagnola
  • L’occupazione dell’Austria
  • L’occupazione della Renania

Queste violazioni non furono le uniche, dal momento che Hitler si impossessò della Boemia e della Slovacchia, con il benestare della Francia, che scrutando le avvisaglie della guerra preferì siglare il patto di Monaco, con il quale accettava le annessioni tedesche. Nel frattempo, Hitler si legava all’Italia grazie al patto d’acciaio, che sanciva la reciproca assistenza in caso di guerra, sia in attacco che in difesa.

L’invasione di Francia e Polonia

Mussolini ignorava la vera natura di quel patto o semplicemente non prevedeva una svolta bellica così improvvisa. Certo del sostegno italiano, Hitler attaccò la Polonia per guadagnare la città di Danzica, ottenendo immediatamente una risposta internazionale. Il primo settembre 1939, Francia e Inghilterra dichiararono guerra alla Germania, mentre l’URSS si preparava a invadere la Polonia orientale.
L’anno successivo, la Germania, intenzionata a puntare su Parigi, superò le fortificazioni difensive della linea Maginot, invadendo Olanda, Belgio e Lussemburgo. La capitale francese fu occupata un mese più tardi, segnando una spaccatura nella geografia di tutto il Paese. La parte centro-settentrionale divenne avamposto nazista, mentre a sud, sotto la guida del colonnello Charles De Gaulle, una parte dell’esercito diede il via alla Resistenza. Il 10 giugno 1940, Mussolini abbandonò l’iniziale non belligeranza, entrando in guerra al fianco dell’alleato nazista.

L’Europa dominata dal nazismo e l’invasione dell’URSS

Nel ’41 il nazismo dominava l’Europa, a eccezione di Svezia, Svizzera, URSS e Inghilterra. Quest’ultima non aveva intenzione di piegarsi ai soprusi del führer e sotto la guida del solido Winston Churchill resistette a una martellante aggressione aerea. Fondamentale l’impiego dei radar, una nuova tecnologia che permetteva ai caccia britannici di contrastare gli attacchi nemici con precisione chirurgica.
Il conflitto divenne mondiale a tutti gli effetti, quando, nell’estate del ’41 la Germania invase l’URSS. Hitler non poteva aspettarsi una tale controffensiva: la Chiesa, le masse contadine, gli operai si unirono all’esercito e bloccarono i nazisti in una guerra d’usura, nel bel mezzo delle pianure russe, mietendo moltissime vittime nelle fila tedesche. L’assedio tedesco di Stalingrado rappresentò l’episodio decisivo del conflitto, quando, nonostante le enormi perdite, Hitler continuò a ordinare la resistenza, condannandosi, di fatto, a una durissima sconfitta.

USA e Giappone: Peal Harbor

La guerra stava assumendo dimensioni planetarie, anche a causa dei conflitti fra Stati Uniti e Giappone, entrambi interessati al controllo dei mercati e le risorse asiatiche. Il 7 dicembre 1941, l’aviazione giapponese distrusse la flotta americana ancorata presso le isole Hawaii, impossessandosi delle Filippine americane e della Malesia. Pochi giorni dopo, anche Italia e Germania, legate al Giappone dal Patto tripartito, dichiararono guerra agli Stati Uniti. Nello stesso periodo, Churcill e Roosvelt concordarono la Carta Atlantica, che entrerà in vigore alla fine della guerra, con l’obiettivo di rendere liberi i mari, il commercio e sancire l’autodeterminazione dei popoli e la collaborazione fra stati.

La caduta del fascismo

Il 10 luglio 1943 gli angloamericani sbarcarono in Sicilia. Nel frattempo, nel nostro Paese, veniva votata una mozione di sfiducia contro Mussolini; il capo del governo divennePietro Badoglio, il quale fu incapace di prendere posizione, dividendosi tra la fedeltà ai tedeschi e le trattative segrete con gli Alleati.
L’8 settembre 1943 gli Alleati sbarcavano a Salerno e la resa italiana sanciva parzialmente la fine della guerra. I tedeschi continuavano a occupare l’Italia centro-settentrionale e Mussolini fondava la Repubblica sociale italiana, dalle ceneri del defunto fascismo.
Lontani dai centri abitati, i partigiani (gruppi patriottici di volontari) cercavano di indebolire i tedeschi con imboscate e sabotaggi. Le risposte tedesche furono durissime: celebre la fucilazione di 335 ebrei, militari e civili, alle Fosse Ardeatine di Roma, come punizione per un attentato in cui erano morti 32 militari tedeschi.

La vittoria degli Alleati

Nel 1944 la Germania cominciò a vacillare. L’URSS penetrava da est, mentre sul fronte occidentale Eisenhower guidava lo sbarco in Normandia, che portò alla liberazione di Parigi e della Francia intera. Nel marzo del ’45 l’URSS occupò Berlino, Vienna e Praga; un mese dopo, sul fronte italiano, con il 25 aprile si assistette alla liberazione di Milano. Mussolini tentò di fuggire in Svizzera, travestito da soldato tedesco, ma venne catturato, fucilato ed esposto cadavere in Piazzale Loreto, nel capoluogo lombardo. A 48h di distanza, Hitler si suicidava nel bunker in cui si era nascosto.

Il disegno di Yalta

I “tre grandi”, Churcill, Roosvelt e Stalin, si incontrarono a Yalta per discutere la spartizione dell’Europa e in particolar modo della Germania.

1) Romania e Bulgaria vennero inserite nell’area sovietica
2) Grecia e Austria passarono sotto la giurisdizione angloamericana
3) Ungheria, Polonia e Iugoslavia furono messe sotto comune tutela

L’incontro prevedeva altri importanti progetti, come la nascita dello statuto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e l’indizione di libere elezioni in tutti i paesi liberati dal nazifascismo.

La bomba atomica

Nonostante la caduta di Hitler, la guerra in Oriente continuava. Il Giappone, fiaccato dalla strenua difesa delle sue conquiste, combatté fino all’ultimo, sfruttando spesso azioni disperate come quelle dei kamikaze (aviatori che si gettavano sulle navi nemiche con aerei pieni di esplosivo).
Truman, meno pacifico del suo predecessore, decise di impiegare contro il Giappone la bomba atomica; il 6 agosto 1945 su Hiroshima e pochi giorni dopo a Nagasaki. Persero la vita 200.000 persone, tutti civili, in un attacco brutale e criminoso che valse la risoluzione della guerra, con resa incondizionata dell’ultimo alleato nazista, in data 2 settembre 1945.