Cosmogonia del nulla (2)
Al principio il nulla era costituito da una massa di atomi e impulsi nervosi vaganti nei cieli sotto forma di uccello. Destinato a ruotare attorno alla Terra, l’uccello generava degli ipnotici cerchi concentrici al fine di impressionare gli abitanti del mondo di sotto, animali inferiori nella forza e dei di minore virtù. Su questo globo, i quattro elementi governavano dal cielo agli abissi, resistendo all’ipnotismo dell’uccello fatto di nulla. Sahara era il suo nome; lo portava in virtù del significato di questa parola. Nulla volteggiava vicino al sole e alle stelle sottomettendo le creature mortali. Per calamitare le attenzioni astrali più distanti o resistenti al plagio, volteggiava persino lungo l’anello di Saturno, che influiva con i suoi favori nell’opera dell’uccello. I quattro elementi non si piegavano in venerazione; stanchi di assistere impotenti, Aria, Terra, Fuoco, Acqua tesero una trappola al divino Sahara, ingaggiando una battaglia al termine della quale l’uccello cadde ferito, precipitando a picco nel mondo degli dei inferiori, che lo avrebbe declassato di rango e nell’onore. Ma quando bucò l’atmosfera, Sahara pensò di compiere, con le residue forze, un sacrificio esemplare, che lo avrebbe incoronato, una volta e per sempre, imperatore di quel pugno di cose mortali e immortali. I quattro menarono simultaneamente i propri fendenti, Nulla vibrò, e al contatto con gli elementi nemici, esplose in una pioggia di sabbia ardente, che spinta dal vento, finì per ricoprire i monti, i pascoli e i greggi, sbriciolata in un tappeto dorato che risparmiava solo oasi e palme. Nell’ultimo slancio vitale, Sahara aveva compiuto lo spettacolo più venerabile di tutti i tempi. Altri uccelli sacri si immolarono per narcisismo, ma nessuno riuscì mai a eguagliare il Sahara.-dai diari di Hakim il tintore