Storie da un minuto (1)

Pablo era lo zimbello di tutta La Cherra, una paesino di baracche ai margini di San José. Era lo zimbello di tutta La Cherra perché andava continuamente dicendo che il suo gallo cantava e la cosa non stupiva nessuno, perché tutti i galli cantano. Così, quando cercava di raccontare le abilità del suo gallo, la gente iniziava a ridere, additandolo come babbeo. Nondimeno, la sua ridicolaggine lo rendeva simpatico e c’era chi gli offriva da bere solo per passare qualche minuto in compagnia dello zimbello di tutta La Cherra. Pablo, che nella vita faceva il facchino e gli alcolici non se li poteva permettere, accettava di buon grado qualsiasi cicchetto di fine giornata, finendo per impersonare il babbeo che i compaesani si aspettavano di trovare in lui. Ogni sera rientrava a casa alticcio e soddisfatto, entrava nella stalla, si sdraiava su una balla di fieno, chiamava Chico, il gallo, e chiudeva gli occhi beato. Solo allora Chico, dopo essersi schiarito la voce, intonava uno dei brani del suo repertorio: Guantanamera, Yolanda, la Macarena, i Calle 13. E cantava da dio. E Pablo ne godeva. Solo lui, purtroppo.